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Lipa
è il tiglio, la pianta sacra degli antichi popoli slavi, divenuta
nella simbologia cristiana l'albero della risurrezione.
È l'albero piantato davanti alle case, dove la gente si incontra
a parlare nelle sere d'estate.
Sotto il tiglio, Lipa cerca l'incontro fecondo delle eredità separate
dell'oriente e dell'occidente cristiani.
Oggi che si va faticosamente elaborando una civiltà planetaria,
l'Europa non ha ancora prodotto una sintesi né culturale, né
teologica che superi il grande divorzio tra il suo oriente e il suo occidente
e sia in grado così di aprire al futuro, facendo interagire le
domande dell'occidente con la ricchezza delle risposte originarie conservate
dall'oriente, capaci di bagliori sconosciuti proprio perché interpellate
da queste domande, senza disprezzarle, come se fossero frutto solo di
una mentalità atea e immanentista, ma accompagnandole e fasciandole,
per sentire efficaci e vivi i fondamenti della fede e vivere nel nostro
tempo affrontando le questioni di oggi e di domani.
Nata
alla fine del 1994, Lipa ha il suo scopo nel farsi strumento di una fede
che si esprime attraverso un tutto armonico: una teologia riconciliata
con la vita, con le punte più avanzate della ricerca culturale
e scientifica, con la liturgia e la spiritualità, una cultura e
un'arte che diventino ricchezza dell'incarnazione, della trasfigurazione
delle culture in Cristo, capaci così di assumere per le persone
un valore esistenziale.
All'origine dello sforzo editoriale di Lipa c'è il rimando al Centro
Aletti, un centro dei gesuiti parte del Pontificio Istituto Orientale
che lavora per una sintesi del patrimonio cristiano dell'oriente e dell'occidente
in relazione ai problemi della modernità.
La vicinanza di Lipa alla missione del Centro Aletti permette alla casa
editrice di aiutare in questo fare da ponte tra le esperienze separate
delle Chiese e di poter far ascoltare in occidente la voce del cristianesimo
orientale, una voce spesso soffocata, carica di sofferenze, di sacrifici
nascosti, di persecuzioni, perché si possa realizzare una collaborazione
fraterna tra le Chiese in un impegno per un futuro di fede per l'Europa.
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